L'uso distorto del lavoro accessorio

Pubblicato il 10/11/2016
Contribuisce alla riflessione l'articolo di Giuseppe De Biase.
L’articolo vuole mettere in risalto due punti: il primo che il mondo dello spettacolo dal punto di vista lavoristico ha necessità di una riforma ad hoc, specifica. Le varie riforme del lavoro che negli ultimi venti anni si sono susseguite sono state carenti di norme specifiche per lo spettacolo, anzi l’aver voluto inserire anche tale ambito nelle attuali riforme sta generando delle storture.
Il secondo è che quando si parla di figure artistiche quali l’attore, cantanti, coristi, tecnici non si può pensare che questi lavoratori possano essere considerati occasionali, come nel caso del lavoro accessorio ossia voucher. Non è pensabile mettere su uno spettacolo lavoristicamente parlando “occasionale”.
L’arte è professionalità e come tali devono essere inquadrati i lavoratori dello spettacolo.
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